La Magna Grecia

 

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L'espansione della Magna Grecia in Italia meridionale

La Magna Grecia  era costituita  quella parte dell’Italia Meridionale, colonizzata dai greci che vivevano essenzialmente sulle coste del mare e che condividevano il territorio con  popolazioni indigene, che invece vivevano nell’entroterra, e con questi attuavano scambi commerciali.

Il nome Magna Grecia,  è la traduzione dal greco cioè Grande Grecia.

I Greci vanivano chiamati italioti, cioè abitanti dell’Italia, in quanto un tempo l’Italia era la parte estrema della Calabria d’oggi, abitata dai Vitali o Itali. In seguito il nome venne dato a tutta la Calabria e, al tempo dei romani, il nome Italia fu esteso fino alla Toscana e alle Marche.

Già nell’antica storiografia non c’era certezza  sulla nascita e sul significato del nome "Magna Grecia".

Con questo nome non si indicava un’area geografica e culturale,  quanto il segno dell’orgogliosa soddisfazione con cui gli Italioti guardavano a quella parte della penisola che aveva accolto le colonie fondate da Greci.

 Lo sviluppo di queste colonie aveva infatti raggiunto un grado di civiltà, tale da conferire al loro nel complesso territoriale e culturale,  una ben distintiva unità ed insieme una prestigiosa qualificazione nello stesso confronto con la Grecia , loro madrepatria.

 Nell’ interpretazione del nome Magna Grecia  (Megale Hellas) si manifestano presso gli scrittori antichi due tendenze: la prima addiceva il nome alle favorevoli caratteristiche  naturali dell’Italia, l’altra puntava sulla grande tradizione intellettuale italiota, illuminata specialmente dal grande nome di Pitagora.

 Come suggerisce il nome stesso di Hellàs (Grecia) che stava ad indicare un’area geograficamente e politicamente indefinita, ma nello stesso tempo rappresentativa  di una coscienza unitaria dei Greci, la formula ‘Grande Grecia’ è nata in ambito culturale alto , ponendo in secondo piano le caratteristiche climatiche o le risorse  del suolo come unici attuatori  del singolare e repentino sviluppo delle poleis italiote: essa mette infatti in rilievo la maturità civile degli Italioti e dei loro legislatori e quei valori morali e religiosi che per ogni greco colto erano indissociabili dalle fortune di una polis.

Spiega bene il pensiero del greci del tempo il merito attribuito alla scuola pitagorica ed è grazie ad essa che: ‘tutta l’Italia si riempì di uomini amanti del sapere; e mentre prima era ignota, dopo, per merito di Pitagora, fu chiamata Grande Grecia, e in essa fiorirono in gran copia filosofi, poeti e legislatori; e fu da loro che i precetti dell’arte oratoria, i discorsi celebrativi e le leggi scritte pas­sarono in Grecia’.

 L’espansione coloniale greca in Italia, fu molto rapida ed intensa e si affermò entro i termini di poco più di due secoli. Ciò presuppone non solo una singolare attitudine dei coloni alla convivenza con genti di tradizione culturale diversa, ma anche una conoscenza dei luoghi, delle loro risorse e dei loro abitatori,  quale poteva ottenersi dopo una lunga frequentazione e contatti non superficiali.

 Il nome che più di altri fu destinato ad avere più fortuna di tutti e ad estendersi gradualmente dalla zona cormpresa tra i golfi di Lamezia e di Squillace ed in seguito all’intera penisola, fu Italia ( Italia), che designava la terra degli Itali ( Italoi). Questo popolo apparteneva alla nazione degli Enotri che secondo alcuni storici aveva come limiti il fiume Laos sul Tirreno e il territorio di Metaponto sul Ionio, mentre per altri autori, l’Italia si estendeva a nord fino al fiume Silaros (Sele) e ad est forse fino a Taranto.

 Antioco considerava di stirpe enotria tutti i popoli della Magna Grecia: i Morgeti ;i Choni , il cui nome è evidentemente quello stesso di un antichissimo popolo dell’Epiro, residenti in Lucania, nelle zone ove sorsero Siris e Metaponto; i Si­culi,  che dalla zona di Reggio dilagarono nella vicina isola a cui diedero il nome.