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Con il
termine di ‘Locride’ ,nome derivante da un’antica regione della Grecia
centrale, intendiamo il territorio del versante ionico reggino che si
estende da Brancaleone a Monasterace in linea costiera (Costa dei
gelsomini), e la corrispondente parallela dorsale collinare e montana
delle Serre.
A proposito del territorio calabrese il
prof. A. Placanica scrisse: “..presenta un profilo accidentato e
tormentato che dà vita a una straordinaria frantumazione e discontinuità
delle superfici… che portano ad una frammentazione di panorami e ad un
mutare di scenari e di orizzonti.”
Così è la Locride: paesaggi mozzafiato
cangianti a breve distanza man mano che dalla costa ci si inoltra verso
l’interno:spiagge bianchissime e mare cristallino, brulli declivi, colline
verdeggianti di vigneti e uliveti,montagne più o meno aspre (Zomaro,
Croceferrata, Campanaro, Pecoraio, Ferdinandea), ricche di risorse idriche
e impenetrabili quanto lussureggianti boschi di faggi e abeti.
La storia della Locride, simile per tutti i
Comuni,può essere sintetizzata nei seguenti periodi:
-Periodo della Magna Grecia, dal VII sec.
A.C. al II sec. D.C.
-Periodo di dominazione romana, dal II sec.
Al VI sec.
-Periodo bizantino, dal VII sec. al 1052.
-Periodo normanno/svevo, dal 1052 al 1268.
-Periodo angioino/aragonese/spagnolo, dal
1268 al 1710.
-Periodo austriaco/borbonico, dal 1710 al
1860(con la parentesi di dominio francese dal 1806 al 1815).
- Unità d’Italia: 1861.
Fra i periodi storici suddetti, quello che
diede maggiore lustro alla Locride fu quello magnogreco; due città si
distinsero in particolare: Locri Epizefiri(capo Zefirio, attuale capo
Bruzzano) e Kaulonia (attuale Monasterace marina, punta Stilo).Le vaste
aree archeologiche di Locri e Monasterace con i relativi musei indicano lo
splendore di queste due cttà in quel periodo.Al periodo greco risalgono
anche le due celeberrime statue in bronzo ritrovate nel mare di Riace non
molto tempo fa e posti nel museo di Reggio Calabria: i Bronzi di Riace.
Al periodo romano, di decadenza, risalgono:
la villa romana di Casignana,, il Naniglio ed il teatro di Marina di
Gioiosa.
Il periodo bizantino in cui giunsero gli
anacoreti orientali portando con sé i loro usi e costumi, fu l’altro
periodo di grande civiltà per la Calabria ed in particolare per la Locride.
Erano monaci fuggiaschi scacciati dalla Grecia e dal mondo medio orentale
dalle invasioni arabe i quali giungendo sulle coste risalirono le fiumare
e si rifugiarono in grotte e luoghi appartati per potersi dedicare alla
preghiera; contemporaneamente diffusero ampiamente le conoscenze e la
cultura che avevano portato con sé per cui c’era un ritorno di prosperità
e di grande civiltà . Tutto il territorio fu interessato a questa benevola
invasione e lo testimoniano ancora oggi le innumerevoli chiese ed
affreschi di straordinaria bellezza pervenuti fino a noi; ricordiamo per
tutti il gioiello che è la Cattolica di Stilo.
Al periodo normanno risalgono: la
Cattedrale di Gerace, il San Giovanni Therestis di Bivongi, il San
Zaccaria a Caulonia, ecc..ed i castelli: Gerace, Stilo, Placanica,
Caulonia, Monasterace,ecc…
Nel periodo spagnolo e fino al 1800, nella
Locride, come in tutta l’Italia meridionale domina il feudalesimo: i
nobili vendono e comprano i vari casali a loro piacimento, fanno guerre
fra di loro e si insediano nei castelli. Le varie casate che si
avvicendano nel dominio di città e casali sono: i d’Aragona, i Ruffo, i
Caracciolo, i Carafa,ecc..Essi hanno il dominio economico della zona,
diritto di vita o di morte delle genti e, imponendo tasse gravose, spesso
riducono la popolazione alla fame. Sono anni difficili, il filosofo
stilese Tommaso Campanella tenta una reazione contro questi soprusi ma
finisce male: fingendosi pazzo riesce a salvarsi mentre i suoi seguaci
vengono uccisi.Con i Borboni la situazione migliora grazie al re Carlo
III , un re illuminato che , nonostante la contrarietà dei nobili,
introduce delle riforme.
A questa epoca vengono ascritte
interessanti testimonianze di archeologia industriale: la fonderia, le
ferriere ed il villaggio siderurgico a Ferdinandea di Stilo; miniere a
Pazzano,Stilo, Bivongi, Agnana, Mammola; centrali idroelettriche a Bivongi,
mulini idraulici un po’ dappertutto lungo le fiumare. Dello stesso periodo
è anche Villa Caristo a Stignano, una splendida residenza signorile ,
l’architetto della quale sembra sia stato un discepolo del Vanvitelli; in
origine era un ’casino di caccia’in contrada Scinà messo all’asta dai
proprietari, i Lamberti, e rilevato dai Clemente, baroni di Placanica ma
residenti anche a Napoli, che ristrutturarono villa e parco con
maestranze napoletane.In seguito all’eversione della feudalità pervenne
alla famiglia Caristo che la detiene ancora oggi.
Tutti i centri della Locride conservano al
proprio interno stupendi palazzi e caratteristici scorci medioevali che
val la pena di visitare; il comprensorio è dotato di strutture turistiche
(alberghi, campeggi, case-albergo, aziende agro-turistiche, ecc..) e,
grazie alle particolari condizioni climatiche è possibile trascorrere una
“lunga estate” da aprile fino ad ottobre.
La particolare conformazione orografica
consente di effettuare delle interessanti e varie escursioni ed in appena
45 minuti spostarsi dal mare e toccare le quote più alte della montagna
(1400m.).
Nella Locride si registrano anche
importanti avvenimenti culturali e tradizionali: rappresentazioni teatrali
a Gioiosa e Roccella; il ‘Palio di Ribusa’ a Stilo; il festival
internazionale di musica jazz a Roccella ionica; la fiera dell’Abate a
Bivongi; la festa popolare dei SS. Cosma e Damiano a Riace,ecc.
Notevoli sono inoltre le manifestazioni
religiose e civili inerenti i riti tradizionali del Natale e della Pasqua;
in particolare,in tutti i paesi della Locride si celebrano i momenti
salienti della Settimana Santa con sacre rappresentazioni che risalgono al
medioevo e che attirano molti visitatori (famosa è la processione del
cosiddetto “Caracolo” del Sabato Santo a Caulonia, in occasione della
quale si snoda per il paese una teoria di ‘varette’ gruppi distinti di
statue rappresentanti Scene della passione di Gesù.
I piatti tradizionali della Locride sono
quelli tipici della società contadina in cui primeggiano : verdure, legumi
e carni ovine e suine. Tra i piatti tipici ricordiamo: i Maccheroni
caserecci (pasta e casa) conditi con ragù di capra, soffritto di maiale,
olive fritte o conservate in vario modo, pomodori secchi, carciofi
selvatici sott’olio, capperi sotto sale, insaccati vari (soppressata,
capicollo, salsicce, pancetta), ricotta e formaggi pecorini, i dolci di
Natale (pitte),di Pasqua (cuzzupi), fichi secchi, funghi, ecc. ,
specialità che si possono acquistare e gustare in tutti i paesi della
Locride.
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