Kaulon

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Le origini di Kaulon sono avvolte nel mistero; incerte sono sia la cronologia sia la provenienza dei fondatori.

 Del resto anche le fonti  antiche, a questo proposito, sono generiche e contraddittorie: alcuni autori dicono la città colonia di Crotone; altri, invece, la considerano colonia Achea; gli storici moderni ipotizzano che Kaulon, pur essendo stata fondagli  Achei, fosse stata, in seguito, ricolonizzata dai Crotoniati.

 In effetti, l’ipotesi più accreditata tra  gli studiosi è che Kaulon sia stata una subcolonia di Crotone e che ne abbia subito l’influenza in determinati  momenti della sua storia.

Mito sulla fondazione

Anche il mito che gli antichi collegarono alla fondazione di Kaulon è oscuro: Pausania identifica l’ecista (fondatore di una città) in Tifone di Aegion.

 Servione attribuisce la fondazione a Caulon (personaggio greco), mentre Licofrone indica nell’amazzone Clete, madre di Caulon e nutrice di Pentesilea la fondatrice della colonia.

 Molto si è discusso sulla data della ctisis (fondazione) che è fissata dalla maggior parte degli studiosi, infunzione di quella di Crotone, tra la fine del VII e l’inizio del VI sec. a.C., laddove la fondazione di Crotone viene fatta risalire alla fine dell’VIII sec. a.C.

In verità l’evidenza archeologica attesta che Kaulonia è presente, anche se in quantità minima, ceramica databile almeno alla fine dell’VIII, inizi del VII sec. a.C.

 Lo confermano i vari frammenti di ceramica arcaica, la maggior parte risalenti alla fine del VII, inizi del VI sec. a.C., rinvenuti durante gli scavi di Orsi (1911-1916) e della Tomasello (1970-1971); anche più di recente, nel corso delle campagne Iannelli (1982-1985), è stato rinvenuto un frammento di coppa corinzia del cosiddetto «stile di Tapsos» databile appunto alla fine del­l’VIII sec. a.C.

 Questo materiale rappresenta la più antica testimonianza rinvenuta a Kaulon che, se ulteriormente confermata, riguardo alla cronologia della fondazione, potrebbe portare a conclusioni ben diverse dalle ipotesi finora formulate e che hanno avuto i maggiori consensi.

 

Nulla si conosce dei primi secoli di vita della colonia, mentre   si è  meglio documentati a partire dalla metà del VI sec. a.C. in poi. È molto probabile che questo periodo corrisponda a quello di maggiore ricchezza economica della città; infatti, risale alla seconda metà del VI sec. a.C. l’emissione da parte di Kaulonia degli stateri di argento secondo la tecni­ca incusa (monete a rilievo al dritto e incavate al verso).

 Sempre nella seconda metà del VI sec. a.C. è attestata dalle fonti storiche (Giustino, Diodoro e Strabone), una famosa battaglia combattuta sul fiume Sagra (Precariti?) tra Locresi e Reggini e Crotoniati, che decretò la sconfitta di questi ultimi aiutati dai Kauloniati.

Per lo stesso periodo, è attestato, sempre dagli scritto­ri antichi, il dominio dei Pitagorici a Kaulonia. Gli avvenimenti tramandati per il secolo successivo sono l’ostilità contro i Pitagorici e la partecipazio­ne di Kaulonia alla Lega Italiota.

Nel V sec a.C. in tutta la Magna Grecia si diffonde una pesante ostilità contro la scuola pitagorica ed i suoi seguaci; è probabile che Kaulonia non abbia fatto eccezione, anche se qualche fonte antica  tramanda che Pitagora si salvò approdando pres­so il porto di Kaulonia per poi fuggire nella vicina Locri.

 Sempre il V sec. a.C. segna una grave minaccia per la grecità orientale, da parte dei Lucani che premevano sulla costa; contro queste popolazioni si formò la Lega Italiota, costituita da tutte le città greche d’Italia, compresa Kaulonia.

 Nel 380 a.C. il pericolo diventò più grave, perché i Lucani strinsero alleanza con Dionisio il Vecchio, Tiranno di Siracusa, che mirava ad estendere il suo dominio sulle città dello Stretto e sul resto della Magna Grecia.

 La Lega Italiota fu sconfitta e Kaulonia, nel 389 a.C., fu cinta d’assedio e distrutta da Dionisio; la disfatta avvenne sul fiume Elleporo (Fiumara Callipari ?), confine nord dei territorio Cauloniate.

Dal punto di vista archeologico la città predio­nigiana è testimoniata da un tratto di murazione rinvenuta nel settore Nord della cinta, dai resti dell’impianto urbano messi in luce al di sotto della fase ellenistica nelle località Faro e S. Marco, e dal basamento del Tempio dorico. Dopo la distruzione della città, Dionisio trasferì i Kauloniati a Siracusa e consegnò il loro territorio ai fedeli Locresi.

 L’evidenza archeologica interpretata nel corso di recenti studi, attesta che Kaulonia risorse dopo il 389 a.C., non come piccolo borgo, come credette l’Orsi, ma come un centro urbano organizzato secondo il sistema ippodameo, (Ippodamo di Mile­to, architetto del IV sec. a.C., che codificò l’urbanisti­ca delle città della Magna Grecia), dove non mancavano abitazioni di una certa ricchezza, e difeso da una massiccia cinta muraria.

I Campani di Reggio occuparono Kaulonia durante il decennio che va dal 280 al 270 a.C.; essa fu poi preda di Annibale nel corso della seconda guerra punica. A questo periodo è da riconnettere anche il dominio dei Bretti, popolazio­ne bellicosa che conquistò molte città greche della Calabria, tra cui anche Kaulonia, anche se la città non è menzionata tra le terre Brettie conquistate dai Romani.

 Nel 205, Kaulonia fu preda di Quinto Fabio Massimo, il Cunctator, che conquistò le città italiane che avevano aiutato Annibale. Di questo periodo ignoriamo quasi tutto poiché man­cano nel sito della greca Kaulonia tracce di vita di età romana.

E’ probabile, però, come attesterebbe l’insediamento in villa rinvenuto in località Fonta­nelle, che i Romani avessero rinunziato ad abitare la città e si fossero invece insediati nel territorio della colonia greca. Le notizie relative all’ultimo periodo di vita di Kaulonia sono riportate da Plinio, che ne menziona solo le rovine (vestigia oppidi Caulonis) e nell’Itinerarium Marittimum, che la indica col nome di Stilida ( colonna), sicuramente per la presenza nel sito di colonne appartenenti al tempio.

Dal definitivo abbandono di Kaulon, a causa soprattutto della malaria, conseguenza dell’impaludamento delle coste da parte della popolazione, ebbero vita nuovi centri urbani ubicati nell’entroterra e sulle alture       ( Monasterace, Stilo, Bivongi, Pazzano, Riace, Camini, ecc…)

I resti archeologici  di Kaulon, giacciono ricoperti dalle costruzioni moderne da strade e da terreno agricolo. Alcuni di essi sono stati messi in luce e fra questi i più interessanti: il tempio esistente poco distante dal faro di Punta Stilo; e il mosaico rappresentante un drago, ora custodito presso il museo Nazionale di Reggio Calabria.