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Dossier speciale sul ritrovamento dei Bronzi di Riace, pubblicata il 17 e 18 agosto 2006 da "Il Quotidiano"

 

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Storia e origini di Riace


Le origini di Riace risalgono ad epoca aragonese. Tutto il paese ne rivela l'origine in cio` che resta dell'architettura mista catalano-aragonese, nelle viuzze, negli edifici sacri e nei palazzi privati. In precedenza l'area doveva essere sede ambita dal monachesimo basilano che pone la preghiera, con l'eremitismo alla base della vita in comune (LE REGOLE di San Basilio Il Grande, 330-379 d.C. vescovo di Cesarea dal 370). Quanto alle origini del nome, Riace non si discosta da Monasterace, Gerace, o dai paesi alle falde dell' Etna come Aci Trezza, Aci Bonaccorsi, Aci Platani, Acireale, Aci Catena ecc., sebbene fonti attribuiscano l'origine del nome a un diminutivo del volgare greco-bizantino Ryaki (piccolo ruscello) passando per Reatinum, Reatino, Reace ed infine Riace

Non si puo` attribuire a Riace una origine greca come facente parte del territorio di Kaulon. E` vero che ricade nel territorio della Magna Grecia, ma non esiste alcuna prova dell'esistenza di una localita` chiamata Riace fino a tutto il periodo normanno (1059-1194), svevo oppure angioino (XIV sec.)

Il piu` antico documento in cui e` citata Riace e` del 1561, in cui si parla della morte, in odore di santita` di Cristoforo Crisostomo, Riacese. Un altro dato sulla datazione di Riace ce la fornisce la campana della Chiesa dell'Assunta, su cui e` riportata la dicitura " Hanc fundere fecit campanam Confraternitas s.mi Sacramenti, A.D. 1596"

Sino all'epoca Normanna (nel 1059 Roberto il Guiscardo ebbe il Ducato di Puglia e Calabria; la fine del dominio Normanno si ebbe nel 1194 quando Enrico VI, sposando Costanza di Altavilla, uni` alla corona imperiale anche quella di re di Sicilia) la Calabria Jonica e` sotto l'influsso culturale e artistico della civilta` bizantina. La sua storia si fonde con quella di Stilo, di cui e` casale, almeno fino al Novembre 1666, data in cui l'autorita` centrale consente ai riacesi di pagare le tasse per proprio conto.

La citta` di Riace era fornita di cinta murarie ed esistevano tre porte per l'accesso: la Porta di Santa Caterina, la Porta di Sant'Anna e la Porta dell'Acqua

Ad otto chilometri dall'abitato sorge la Torre di Casamona, a Riace Marina, per prevenire gli sbarchi dei Pirati turcho-barbareschi. Era costituita da due ampie stanze sovrapposte e da una terrazza merlata, ed era dotata di un cannone. L'esistenza di questa torre e` ampiamente documentata dal 1583, prove ne sono le notifiche per i pagamenti, da parte dell' Universita` (un tipo di corporazione medioevale) di Riace, per il personale di guardia della torre, (capitani e cavalieri) notifiche che perdurano sino al 1707. La Torre di Casamona ha svolto una vitale funzione di sorveglianza sulle coste Riacesi per un arco di due secoli.

Nel 1640 Riace risulta essere abitata da 400 persone, più una in mano ai saraceni!

La zona riacese non ha conosciuto, a differenza della maggior parte dell' Italia, la civiltà feudale. La presenza di miniere di ferro e di argento favorirono l'interesse del governo centrale napoletano a non infeudare il territorio. Di questi benefici godevano anche altre città, come Stilo, o Bivongi. Nonostante ciò, negli anni 1647-48 si ebbero una serie di cruenti episodi, omicidi, saccheggi, dovuti al tentativo di infeudamento di Stilo e dei suoi casali, Riace compresa, perpetrato dal Marchese d'Arena, che con un atto illegale acquistò il casale di Stilo .Per ribadire il proprio diritto all'appartenenza al Regio Demanio ci fu anche una rivolta popolare, in Stilo, soffocata nel sangue (14 morti tra cui un bimbo di due anni). Del casale di Riace risultò ucciso il Dott. fisico Giuseppe Politi

Nel 1756 la popolazione era costituita da 508 donne e 493 uomini (1001 persone). Di questi 132 sono coltivatori diretti, 27 massari, un guardiano di pecore, due mugnai, un tiratore di seta; ci sono anche 30 sacerdoti e 18 suore; 8 calzolai, 5 sarti, 3 barbieri, 3 fabbri, uno scalpellino, un indoratore, un servitore, un fabbricatore, un aromatario. L'assistenza medica era assicurata da 3 dottori e 2 farmacisti (speziali). L'assistenza giuridica da un giudice e due notai. Risulta che sei fanciulli fossero "addetti alle lettere", evidentemente in forma privata, perché la scuola pubblica ancora non era stata istituita.

Nel 1773 fu edificata, in Riace Marina, la Cappella di San Biagio, che e` Monumento Nazionale. Fu eretta per ordine del barone Antonio Gagliardi. Si trova in prossimita` della provinciale per Riace Superiore, vicino al passaggio a livello, e attesta che Riace Marina era abitata anche nel XVIII secolo.

Nel 1783 ci fu un tremendo terremoto. Si lamento` un morto e 20.000 ducati di danni.

Nel 1815 venne istituita la scuola pubblica, piu` volte soppressa (e ripristinata) per mancanza di scolari.

Nel 1818 gli abitanti di Riace erano 1062. Gli uomini 231, le donne 362. I fanciulli erano 231, le fanciulle 208. I preti erano 8. 200 sono i contadini, 100 tra artisti e domestici. Tra disoccupati e mendicanti si contano 80 uomini e 167 donne. Si noti come, nonostante sia zona rivierasca, e nonostante l'antica tradizione dell'universita` di Riace di mantenere la Torre di Casamona, non risulti esserci nessun pescatore!

Con il crollo dei Borboni, Riace diviene uno dei comuni dell'Italia meridionale. Soffre i problemi del brigantaggio, dei moti reazionari, dell'emigrazione, come tutto il resto del meridione. Le sue vicende storiche sono quelle italiane, soldati alle guerre mondiali, fascismo, la democrazia di oggi.

Unica nota: nel 1972 vengono ripescati in mare, di fronte alla località Agranci due capolavori della scultura ellenistica, i Bronzi di Riace, che hanno portato il nome della citta` a fama mond


 

 

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